Marina Rei con noi
È da poco uscito il tuo ultimo album, “Al di là di questi anni”. Quando è nata l’idea di registrare un disco “live”? E, soprattutto, quando hai deciso di intraprendere il progetto di rivisitare il tuo repertorio in chiave acustica?
L’idea di registrare un disco live è nata alla fine della tournèe invernale dello scorso anno. In realtà le intenzioni iniziali erano solo quelle di arrangiare alcuni dei pezzi che normalmente suonavo dal vivo in chiave acustica. La difficoltà è stata quella di capire quale dovesse essere il fulcro intorno al quale costruire poi l’intero concerto. Ovvero partire dal perno cioè la percussioni e gli archi e da lì inserire altri strumenti ma in un modo alquanto unico. Il risultato doveva essere il contrasto tra gli strumenti stessi ovvero la ritmicità delle percussioni e la melodia degli archi:Il resto poi è nato durante gli arrangiamenti e le lunghe prove. Riguardo la scelta dei pezzi sono stati presi in considerazione quei pezzi che si prestavano ad un arrangiamento del genere.
Quale interpretazione preferisci delle tue canzoni?
In questa chiave così scarna e cruda e altre volte con l’incalzare del ritmo o della psichedelia ho riscoperto la bellezza in ognuno dei pezzi anche se “noi”resta comunque un pezzo che difficilmente mi stancherò di cantare.
Visti dal palco, secondo te, i tuoi fan quale Marina Rei preferiscono ascoltare?
Non so quale veste i miei fan preferiscono di me. Certo è che quando si è pienamente convinti e felici di ciò che si porta avanti, si riesce anche a trasmettere verità e credo che la verità si traduca poi in emozioni. Credo che questo sia l’elemento che fa da collante tra gli artisti e le persone che vanno ad ascoltarli ai concerti
Questo nuovo album segna un nuovo percorso musicale intrapreso o è una parentesi?
Credo che questo disco sia semplicemente la testimonianza degli ultimi concerti acustici e quindi inevitabilmente quello che sono e la musica che sento dentro.
Nel disco è presente un brano scritto con Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, un brano scritto con Francesco Di Bella dei 24 Grana, e una cover degli Afterhours, “Quello che non c’è”. Parlaci di questa tua svolta rock.
Probabilmente parlare di una svolta del momento sminuirebbe il lavoro che di anno in anno ogni musicista fa su se stesso. Ogni giorno è un motivo per crescere e migliorarsi. I concerti sono l’anima di ognuno di noi perchè ci si confronta con la propria realtà, e questo per me è la vera svolta. Amo le collaborazioni perchè mi danno la possibilità di confrontarmi con altri artisti e con la loro sensibilità. La loro arte diventa per me un modo per confrontarmi meglio con la mia. Lo scambio musicale che c’è diventa nutrimento. Ho scelto il pezzo degli Afterhours perchè amo la loro musica a cantare molte delle loro canzoni mi dà grande gusto e forti emozioni
Cosa ci dobbiamo aspettare, in futuro, da Marina Rei? Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Nel prossimo futuro spero di registrare un nuovo disco di inediti al quale sto già lavorando.
Ti ringrazio moltissimo per la tua disponibilità e ti faccio tanti complimenti per un album veramente bello e pregiato. Spero di poter assistere presto ad un tuo concerto e magari di poterti intervistare dal vivo. J.A
