Archive for the 'Interviste' Category

Marina Rei con noi

Mercoledì, Marzo 7th, 2007

marina reiÈ da poco uscito il tuo ultimo album, “Al di là di questi anni”. Quando è nata l’idea di registrare un disco “live”? E, soprattutto, quando hai deciso di intraprendere il progetto di rivisitare il tuo repertorio in chiave acustica?
L’idea di registrare un disco live è nata alla fine della tournèe invernale dello scorso anno. In realtà le intenzioni iniziali erano solo quelle di arrangiare alcuni dei pezzi che normalmente suonavo dal vivo in chiave acustica. La difficoltà è stata quella di capire quale dovesse essere il fulcro intorno al quale costruire poi l’intero concerto. Ovvero partire dal perno cioè la percussioni e gli archi e da lì inserire altri strumenti ma in un modo alquanto unico. Il risultato doveva essere il contrasto tra gli strumenti stessi ovvero la ritmicità delle percussioni e la melodia degli archi:Il resto poi è nato durante gli arrangiamenti e le lunghe prove. Riguardo la scelta dei pezzi sono stati presi in considerazione quei pezzi che si prestavano ad un arrangiamento del genere.

Quale interpretazione preferisci delle tue canzoni?
In questa chiave così scarna e cruda e altre volte con l’incalzare del ritmo o della psichedelia ho riscoperto la bellezza in ognuno dei pezzi anche se “noi”resta comunque un pezzo che difficilmente mi stancherò di cantare.

Visti dal palco, secondo te, i tuoi fan quale Marina Rei preferiscono ascoltare?
Non so quale veste i miei fan preferiscono di me. Certo è che quando si è pienamente convinti e felici di ciò che si porta avanti, si riesce anche a trasmettere verità e credo che la verità si traduca poi in emozioni. Credo che questo sia l’elemento che  fa da collante tra gli artisti e le persone che vanno ad ascoltarli ai concerti

Questo nuovo album segna un nuovo percorso musicale intrapreso o è una parentesi?
Credo che questo disco sia semplicemente la testimonianza degli ultimi concerti acustici e quindi inevitabilmente quello che sono e la musica che sento dentro.

Nel disco è presente un brano scritto con Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, un brano scritto con Francesco Di Bella dei 24 Grana, e una cover degli Afterhours, “Quello che non c’è”. Parlaci di questa tua svolta rock.
Probabilmente parlare di una svolta del momento sminuirebbe il lavoro che di anno in anno ogni musicista fa su se stesso. Ogni giorno è un motivo per crescere e migliorarsi. I concerti sono l’anima di ognuno di noi perchè ci si confronta con la propria realtà, e questo per me è la vera svolta. Amo le collaborazioni perchè mi danno la possibilità di confrontarmi con altri artisti e con la loro sensibilità. La loro arte diventa per me un modo per confrontarmi meglio con la mia. Lo scambio musicale che c’è diventa nutrimento. Ho scelto il pezzo degli Afterhours  perchè amo la loro musica a cantare molte delle loro canzoni mi dà grande gusto e forti emozioni

Cosa ci dobbiamo aspettare, in futuro, da Marina Rei? Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Nel prossimo futuro spero di registrare un nuovo disco di inediti al quale sto già lavorando.

Ti ringrazio moltissimo per la tua disponibilità e ti faccio tanti complimenti per un album veramente bello e pregiato. Spero di poter assistere presto ad un tuo concerto e magari di poterti intervistare dal vivo. J.A



Bandabardò 5 domande 5 risposte

Martedì, Marzo 6th, 2007

bandabardoLa Bandabardò contamina la scena musicale italiani da tanti anni. Siete sempre rimasti uniti e avete prodotto sempre album di qualità conquistando sempre maggiori fan. Qual è il vostro segreto?

Non parlerei di segreti, direi che abbiamo due qualità secondo me fondamentali per riuscire a dare musica, e che di solito consiglio anche ai musicisti più giovani, l’umiltà e la sincerità. Abbiamo sempre fatto quello che ci sentivamo, nessuna moda da seguire, e non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba

Come procede il vostro ultimo album, “Fuori Orario”?
Ci sta dando grandi soddisfazioni, a cominciare dal settimo posto in classifica in forma totalmente indipendente, fino alla distribuzione in vari paesi europei con tour annesso. Ci tenevamo anche considerando che per noi è una sorta di riassunto di dieci anni di carriera discografica e di quattordici anni di live. Ne siamo molto orgogliosi

In tutti questi anni avete girato l’Italia in lungo e in largo scatenando piazze a ritmo di musica. Cosa avete guadagnato e cosa avete perso? Cosa vi è rimasto di tutti questi viaggi?
Abbiamo guadagnato innanzitutto una enorme quantità di grandi amici ovunque siamo stati a suonare, e poi la possibilità di conoscere posti e culture differenti. Farlo lavorando è il massimo.
Abbiamo perso un compagno di strada, Paolino, il nostro primo percussionista, che ha scelto di intraprendere altre strade. E comunque abbiamo guadagnato Ramon.

Recentemente ho ascoltato il brano nato dalla collaborazione tra Erriquez e la Casa del Vento. Veramente una bella canzone. Naturalmente questa è solo una delle tante collaborazioni intraprese dal gruppo. Quali sono state le più importanti per la vostra maturazione musicale?
Tutte, indistintamente, non solo dal punto di vista musicale ma anche umano. Se devo ricordare un nome dico quella con Daniele Silvestri, perché è stata la prima importante e per la mia personale stima per il musicista e la persona.

In futuro cosa ci dobbiamo attendere dalla Bandabardò?
Mi auguro ancora buona musica e centinaia di concerti. J. A.

Aprés La Classe l’intervista

Sabato, Marzo 3rd, 2007

apres la classerisposte fornite da “COMBASS”

Sono passati cinque mesi dall’uscita del vostro ultimo lavoro. Tirate le somme: siete soddisfatti?
Innanzi tutto un grande bacione a tutti voi! Soddisfatti? Ma certo! Lo eravamo già appena ultimate le registrazioni, e lo siamo tutt’ora… ogni cd è una fotografia del gruppo, in una determinata fase della propria crescita, ora ci sentiamo protagonisti di un… LUNA  PARK!

Ascoltando il vostro ultimo lavoro si nota un leggero cambiamento rispetto ai precedenti dischi. Cosa avete da dire a riguardo?
Di sicuro non ci saranno mai due nostri cd simili o con lo stesso suono nell’insieme gruppo, siamo alla continua ricerca di vie musicali sempre diverse, ci chiudiamo in sala prove e jammiamo ore finche non esce fuori qualcosa di veramente “potente” che abbia logicamente un impatto live
forte… In “LUNA PARK” abbiamo cercato di incidere i nostri suoni presenti anche nei live, dando un impatto all’orecchio dell’ascoltatore molto naturale e diretto, insomma abbiamo preferito non attaccarci ai computer per ore ed ore … ad aggiustare gli strumenti e renderli troppo meccanici… invece abbiamo lasciato tutte le take intere e suonate veramente.

Come hanno risposto i fan?
I nostri fan ci aiutano a crescere molto… a loro è piaciuto molto! Sanno che a noi piace giocare con la musica,e che il prossimo cd sarà di sicuro… diverso, e lo accettano volentieri!

Il Luna Park tour invernale è già in scena da qualche mese. Come procede?
Alla grande! E’ divenuto molto difficile andare avanti in tour specialmente in Italia… grazie a dio riusciamo a portare avanti i tour in maniera abbastanza soddisfacente! I ragazzi non hanno molti soldi per pagare i biglietti ai botteghini, cerchiamo di andarli incontro in molti casi.

Ho letto che avete suonato a Cracovia. Vi va di raccontare cosa vi ha lasciato questo viaggio?
Cracovia… è stata un esperienza bellissima… abbiamo suonato in una discoteca davanti a 900 persone circa, condividendo il palco con il grande “CISCO” e unendo le nostre energie ci siamo divertiti un mondo!!! Poi le visite ad AUSWHITZ E BIRKENAU (i campi di concentramento…) un esperienza da fare almeno una volta nella vita quella di andarli a visitare, noi siamo rimasti scioccati da quello che si è presentato davanti ai nostri occhi, una malvagità che non si può quantificare quella dei nazisti contro gli ebrei… abbiamo condiviso questa esperienza con i ragazzi del “FUORI ORARIO” di Reggio Emilia, i quali erano lì con noi.

Com’è stato cantare insieme a Cisco?
Un nome che ha fatto storia con i MODENA… per noi è stato un onore, ed una botta di adrenalina!
Progetti futuri? Sarete ancora in tour?
Sempre tour finche morte non ci separi, puntiamo molto all’estero, ci sono richieste, speriamo bene!

Vi ringrazio per la disponibilità e spero di potervi intervistare dal vivo in futuro.
Piacere mio! (nostro) allora apres… to Jacopo!

Antonella Ruggiero a Sanremo canta con Renzo Ruggieri

Mercoledì, Febbraio 21st, 2007

sanremo 2007Quest’anno sul palco del Teatro Ariston in occasione della cinquantasettesima edizione del Festival di Sanremo ci saranno alcuni jazzisti, che accompagneranno i cantanti in gara. Soddisfazione per il fisarmonicista rosetano Renzo Ruggieri ed il pianista teramano Paolo Di Sabatino che entrambi, insieme, accompagneranno la nota cantante (ex Matia Bazar) Antonella Ruggiero.

La collaborazione con Antonella sul palco segue la registrazione dell’intero album “Souvenir d’Italy” dedicato alle canzoni fra le guerre (1915-1945) e con l’aggiunta dei musicisti Massimo Moriconi e Massimo Manzi. L’album è stato arrangiato con l’apporto diretto dei musicisti e non si configura quindi come un prodotto Pop. Il Cd della Ruggiero è stato arrangiato dai Maestri di musica entrambi abruzzesi, Renzo Ruggieri e Paolo Di Sabatino. Renzo vive a Roseto degli Abruzzi mentre Paolo vive a Teramo. L’album è veramente un lavoro straordinario, un Cd live con la canzone di Sanremo che farà da traino e che contiene al suo interno tracce come “Ma l’amore no”, Parlami d’amore Mariù”, “Non dimenticar” e tante altre arie musicali famosissime. Abbiamo parlato con Renzo e ci ha confidato a proposito di questo suo nuovo lavoro con la Ruggiero che all’interno del compact disc c’è un brano dal titolo “L’Uccellino della radio” dove la Ruggiero imita le vecchie voci radiofoniche e a proposito ci tiene a precisare che in questo brano “Antonella è straordinaria”. Alla nostra domanda cosa si prova aspettando un palcoscenico che è una vetrina mondiale per un musicista, Renzo ci ha confidato “Saremo a Sanremo, siamo contentissimi, anzi sul palcoscenico con la Ruggiero saliremo per ben due volte e quasi sicuramente nella serata d’apertura”.

renzo ruggieri

E ancora Renzo continua chiarendo che questo non è stato un incontro per caso ma che: “Il progetto originariamente nasce su mia idea e grazie all’appoggio dell’assessore Filippo D’Agostino, del Comune di Pineto e della Provincia di Teramo abbiamo contattato la Ruggiero e le abbiamo proposto di fare questo progetto, di fare questa cosa nuova nel campo musicale. Lei ha accettato e dopo gli arrangiamenti abbiamo debuttato lo scorso anno nella Villa Filiani a Pineto in occasione del Pineto Accordion Jazz Festival”.

Estate 2006: Intervista a Massimo “Ice” Ghiacci, bassista dei Modena City Ramblers

Sabato, Gennaio 27th, 2007

modena logoDal vostro sito si legge che state per concludere le registrazioni del nuovo album. Puoi darci qualche anticipazione?
“Il nuovo album si chiama Un lungo inverno. In realtà non è stato ancora ultimato, infatti il 20 Agosto riprenderemo le registrazioni ultimando le parti vocali e qualche rifinitura che ci porterà fino a metà Settembre. L’uscita è prevista per i primi di Novembre. Il disco prosegue nella direzione tematica con l’evoluzione che abbiamo avuto in questi anni, tenendo conto del fatto che per la prima volta ci sono due voci nuove. L’album è composto da 15 o 16 canzoni. Un disco maturo non particolarmente urlato o suonato in maniera frenetica.”

La politica rimane sempre uno dei temi principali delle vostre canzoni? Quali altri temi vengono trattati nel vostro nuovo album?
“Dal punto di vista delle tematiche non cambia nulla. C’è la politica, ci sono i sogni, ci sono le storie, vissute e raccontate, ci sono tante domande e tante risposte. C’è un po’ di tutto con qualche riferimento all’attualità politica e particolare attenzione per i fan.”

Cosa raccogliete dal passato dei Modena City Ramblers? In cosa vi siete arricchiti e cosa avete abbandonato del passato?
“Con riferimento a questo disco, che sarà prodotto da Peter Walsh (Simple Mind, Peter Gabriel), ci saranno particolari sfumature che alcuni dischi del passato non avevano a scapito dell’irruenza spontanea di alcuni album precedenti.”

Dopo l’abbandono di Cisco siete tornati subito in pista con i due nuovi compagni di viaggio per un lungo tour. Quali sono state le vostre impressioni?
“Siamo subito tornati in pista perché noi siamo un gruppo che per la nostra posizione deve sempre mantenere una presenza in quanto non godiamo di alcuna disposizione mediatica. Quindi ci siamo tuffati subito sulla strada, ancor prima anche di pensare al disco, per ribadire che il gruppo esiste e continua. Cambiano le persone ma non cambiano assolutamente i propositi e la voglia di suonare. Il responso è stato ottimo.”

Dopo il concerto del 1° Maggio è uscito fuori il caso “Contessa”. Perché avete deciso di cambiare il testo della canzone?
“É stata una mossa sapientemente architettata perché da molti anni c’era una sorta di equivoco che aleggiava sul significato di Contessa per noi e su come veniva pensata e idealizzata dal pubblico. L’ultima volta che suonammo Contessa era il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani. Ci rendemmo conto che il pubblico non la percepiva nel giusto modo. Abbiamo deciso allora di cambiare quelle parole che rimandavano alla violenza trattando il brano da canzone folk, cioè canzone di tutti. Pietrangeli, l’autore della canzone, ha manifestato i suoi dubbi e ha rivendicato il fatto che Contessa non è una canzone folk ma una canzone d’autore, cioè sua. E come tale noi ne prendiamo atto e non la suoniamo più.”

Durante l’ultimo tour avete riproposto nel vostro repertorio canzoni che normalmente non venivano eseguiti nei concerti precedenti. Come mai questa scelta?
“Si. Proprio apposta per presentare la nuova formazione. Abbiamo pescato un po’ da per tutto anche andando a ricercare pezzi che da un po’ non riproponevamo.”

Questo è il secondo anno consecutivo che tornate in Abruzzo. Cosa pensate del pubblico abruzzese?
“È sempre un calore, è un grande piacere. È un pubblico da centro Italia. Un pubblico che ha il calore del sud e sa stare insieme agli altri. È il massimo vedere gente che partecipa e balla sotto il palco e nello stesso tempo non è violento e non manca mai di rispetto a chi gli sta affianco.”

Dopo l’uscita del disco cosa ci dobbiamo aspettare dai Modena City Ramblers?
“Speriamo di conquistare le folle. Dopo l’uscita del cd usciremo con un lungo tour dove cercheremo di toccare, prima nei locali poi negli stadi, tutta l’Italia. Se tutto va come in passato sarà un tour di più di cento date che durerà circa un anno e mezzo”. J.A.